L’intelligenza artificiale e lavoro, Legge 132/2025
La legge è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2025 per entrare in vigore il 10 ottobre 2025. È una legge quadro che disciplina principi, ambiti d’applicazione e deleghe al Governo sull’intelligenza artificiale (IA).
Si pone di migliorare le condizioni lavorative, la qualità delle prestazioni e la produttività, ma senza discriminazioni. Il datore di lavoro dovrà informare i lavoratori sull’uso dell’IA. È istituito un Osservatorio presso il Ministero del Lavoro per monitorare l’adozione di sistemi di IA nel mondo del lavoro.
Una delle parti più innovative della legge è l’introduzione di nuovi reati e la modifica di altri esistenti, inserendo l’IA come fattore aggravante o nuovo mezzo.
Aggravante generale (art. 61 c.p.): se un reato è commesso utilizzando sistemi di IA che costituiscono mezzo insidioso, ostacolano la difesa o aggravano le conseguenze, la pena può essere aumentata.
Tutela dei diritti politici (art. 294 c.p.): se l’inganno volto a condizionare il diritto politico (es. elezioni) è realizzato con sistemi di IA, è prevista reclusione da 2 a 6 anni.
Nuovo reato di “Diffusione illecita di contenuti generati o alterati con IA” (art. 612‑quater c.p.): chi diffonde, senza consenso, immagini, video, voci falsificate tramite IA che possono trarre in inganno è punito con reclusione da 1 a 5 anni. Procedibilità su querela, salvo particolari casi (es. minori, pubbliche autorità) in cui si procede d’ufficio.
L’articolo 13 interviene sulle professioni intellettuali, precisando che l’IA può essere utilizzata solo per attività di supporto. Il professionista resta sempre responsabile della prestazione, e ha l’obbligo di informare il cliente qualora impieghi sistemi di intelligenza artificiale.